Apriamo la settimana con una notizia che merita una certa attenzione: l'INPS ha comunicato con il messaggio n. 23345/2010, che sta provvedendo alla verifica a campione del 2% delle dichiarazioni Modelli RED trasmesse nel 2009 ma riguardanti i redditi dell'anno 2008.
L'INPS ha anche comunicato le istruzioni operative per le sedi che effettueranno le verifiche: le sedi INPS abilitate a verificare i modelli RED potranno avere accesso a tutte le informazioni contenute nella banca dati dell’Inps riguardanti i soggetti oggetto del controllo e potranno interrogare anche gli archivi del Fisco e dei Comuni ed in caso di discordanza tra i dati prelevati e quanto dichiarato dal contribuente si potranno interrogare anche gli intermediari per le informazioni in loro possesso. In caso di grave discordanza tra dati registrati e dati prelevati dagli archivi si potrà procedere alla ricostituzione d'ufficio dei redditi del contribuente.
lunedì 20 settembre 2010
mercoledì 15 settembre 2010
Fondo creatività per aziende romane
Entro il 30 settembre 2010 è possibile presentare domanda per ottenere un contributo in conto capitale per le aziende attive nei settori dei Beni culturali, Architettura e Musica, Tecnologie applicate grazie al Fondo per la Creatività stanziato dalla Provincia di Roma con la locale Camera di Commercio.
I soggetti ammessi al bando sono gli aspiranti imprenditori e le imprese già costituite operanti nei suddetti settori ed aventi sede nel territorio della provincia di Roma.
Le spese ammissibili sono quelle di costituzione, promozione aziendale e acquisto di servizi professionali per le certificazioni di qualità e ambientali oltre che quelle relative all'acquisto di macchinari e attrezzature per la realizzazione del progetto e di sistemi di qualità, e le spese per i materiali di prova dei prototipi e per la registrazione di brevetti nazionali ed internazionali.
I soggetti ammessi al bando sono gli aspiranti imprenditori e le imprese già costituite operanti nei suddetti settori ed aventi sede nel territorio della provincia di Roma.
Le spese ammissibili sono quelle di costituzione, promozione aziendale e acquisto di servizi professionali per le certificazioni di qualità e ambientali oltre che quelle relative all'acquisto di macchinari e attrezzature per la realizzazione del progetto e di sistemi di qualità, e le spese per i materiali di prova dei prototipi e per la registrazione di brevetti nazionali ed internazionali.
martedì 14 settembre 2010
Spese per il contenimento dei consumi energetici e detrazione fiscale del 55%
I lavori in casa, specie quelli riguardanti il contenimento dei consumi energetici, come ad esempio le coperture, i pannelli isolanti, gli infissi, etc.... possono beneficiare di alcuni bonus ed incentivi fiscali. Proprio questa mattina, un mio cliente che intende realizzare, in corso di anno, alcune opere di isolamento sull'involucro esterno della propria casa mi chiede se può beneficiare della detrazione fiscale del 55%.
La risposta è affermativa e la detrazione opera direttamente nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno 2010 (Unico2011), dato che su questo tipo di spese vige il principio di cassa ed è irrilevante il momento di completamento dei lavori visto che con molta probabilità, mi dice il cliente, i lavori termineranno solo nel mese di gennaio 2011.
La circolare n. 36/E/2007 dell'Agenzia delle Entrate precisa infatti che il beneficio alla detrazione per le persone fisiche spetta in base al "criterio di cassa", vale a dire relativamente all'ammontare della spesa in questione pagata con bonifico bancario (o postale) entro la fine del periodo di imposta agevolato (31.12.2010).
La risposta è affermativa e la detrazione opera direttamente nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno 2010 (Unico2011), dato che su questo tipo di spese vige il principio di cassa ed è irrilevante il momento di completamento dei lavori visto che con molta probabilità, mi dice il cliente, i lavori termineranno solo nel mese di gennaio 2011.
La circolare n. 36/E/2007 dell'Agenzia delle Entrate precisa infatti che il beneficio alla detrazione per le persone fisiche spetta in base al "criterio di cassa", vale a dire relativamente all'ammontare della spesa in questione pagata con bonifico bancario (o postale) entro la fine del periodo di imposta agevolato (31.12.2010).
giovedì 9 settembre 2010
Aiuti per il mezzogiorno
Il Ministero per lo Sviluppo Economico ha emanato tre nuovi decreti che saranno presto pubblicati in Gazzetta Ufficiale che consentiranno alle piccole e medie imprese l'accesso ad agevolazioni utili al supporto di piani di investimento e business nei settori dell'innovazione, della ricerca e delle energie rinnovabili.
Verranno concessi 500 milioni di euro sotto forma di contributi a fondo perduto e di finanziamenti agevolati.
Le aree geografiche interessate sono: la Sicilia, la Campania, la Puglia e la Calabria.
Gli obiettivi: progetti finalizzati all'industrializzazione dei programmi qualificati di ricerca e sviluppo sperimentale, al raggiungimento di specifici obiettivi di innovazione, miglioramento competitivo e tutela ambientale e alla produzione di beni strumentali funzionali allo sviluppo di fonti rinnovabili e al risparmio energetico nell'edilizia.
Verranno concessi 500 milioni di euro sotto forma di contributi a fondo perduto e di finanziamenti agevolati.
Le aree geografiche interessate sono: la Sicilia, la Campania, la Puglia e la Calabria.
Gli obiettivi: progetti finalizzati all'industrializzazione dei programmi qualificati di ricerca e sviluppo sperimentale, al raggiungimento di specifici obiettivi di innovazione, miglioramento competitivo e tutela ambientale e alla produzione di beni strumentali funzionali allo sviluppo di fonti rinnovabili e al risparmio energetico nell'edilizia.
martedì 7 settembre 2010
Come fare un buon business plan
Il business plan è lo strumento essenziale per presentare e pianificare, in modo organico ed efficace, il progetto di business che si intende realizzare. Viene anche detto “piano strategico d'impresa” o” piano di fattibilità”.
Come detto nel mio precedente post, ogni idea imprenditoriale, prima di diventare un'iniziativa concreta, deve essere valutata nei minimi dettagli e strutturata in tutte le sue implicazioni. Il business plan come è facilmente intuibile, serve anche a questo.
Per fare un buon business plan è necessario che tu tenga conto di diversi aspetti:
- il progetto e l’idea imprenditoriale
- il soggetto
- il prodotto o il servizio che intendi vendere o produrre
- l'inquadramento del settore di attività ed il mercato di riferimento
- definizione delle strategie operative
- definizione delle strategie di marketing
- individuazione degli investimenti necessari
- il piano finanziario
- la struttura delle risorse disponibili
- etc…
Lo scopo del business plan è quello di sintetizzare e approfondire l’idea del business che vuoi intraprendere nonché riepilogare le azioni necessarie per sviluppare l’idea e renderla operativa.
Il business plan può essere anche usato per riassumere, analizzare e valutare non solo nuove iniziative imprenditoriali ma anche attività già esistenti a cui vuoi dare una svolta o riorganizzarle al fine di renderle più efficienti e produttive. Il business plan può infatti risultare determinante per focalizzare il business, individuando una migliore concentrazione delle risorse e delle energie.
E' buona norma, nella redazione del business plan, scrivere in modo sintetico (ma non troppo), utilizzare un linguaggio tecnico (ma non specialistico), fornire utili dettagli (ma non dati superflui o incomprensibili ai non addetti), essere chiari, concisi e determinati.
Un buon business plan aiuta anche il lettore meno attento o esperto (un potenziale partner o finanziatore) ad una prima valutazione dell'idea imprenditoriale e a capire il focus dell'impresa.
Come detto nel mio precedente post, ogni idea imprenditoriale, prima di diventare un'iniziativa concreta, deve essere valutata nei minimi dettagli e strutturata in tutte le sue implicazioni. Il business plan come è facilmente intuibile, serve anche a questo.
Per fare un buon business plan è necessario che tu tenga conto di diversi aspetti:
- il progetto e l’idea imprenditoriale
- il soggetto
- il prodotto o il servizio che intendi vendere o produrre
- l'inquadramento del settore di attività ed il mercato di riferimento
- definizione delle strategie operative
- definizione delle strategie di marketing
- individuazione degli investimenti necessari
- il piano finanziario
- la struttura delle risorse disponibili
- etc…
Lo scopo del business plan è quello di sintetizzare e approfondire l’idea del business che vuoi intraprendere nonché riepilogare le azioni necessarie per sviluppare l’idea e renderla operativa.
Il business plan può essere anche usato per riassumere, analizzare e valutare non solo nuove iniziative imprenditoriali ma anche attività già esistenti a cui vuoi dare una svolta o riorganizzarle al fine di renderle più efficienti e produttive. Il business plan può infatti risultare determinante per focalizzare il business, individuando una migliore concentrazione delle risorse e delle energie.
E' buona norma, nella redazione del business plan, scrivere in modo sintetico (ma non troppo), utilizzare un linguaggio tecnico (ma non specialistico), fornire utili dettagli (ma non dati superflui o incomprensibili ai non addetti), essere chiari, concisi e determinati.
Un buon business plan aiuta anche il lettore meno attento o esperto (un potenziale partner o finanziatore) ad una prima valutazione dell'idea imprenditoriale e a capire il focus dell'impresa.
martedì 31 agosto 2010
La scelta di una idea imprenditoriale
Cari amici, dopo la pausa estiva, eccoci nuovamente a voi per riprendere il normale ritmo lavorativo ed il dialogo "telematico" che si è instaurato ormai da tanto tempo con tutti voi lettori e amici che ci seguite costantemente. La ripresa delle normali attività lavorative dopo la pausa estiva è sempre un momento importante per tutti: per alcuni può essere un'occasione per riorganizzare le idee ed il lavoro, mentre per altri può essere l'inizio di una nuova avventura professionale o imprenditoriale. Ed è di questo che parliamo oggi: l'inizio di un nuovo business.
Per chi si accinge a iniziare un nuova attività, la scelta del nuovo business deve essere un momento molto importante, solenne. L'idea di iniziare un nuovo business deve essere un percorso che deve portare allo sviluppo di una attività profittevole. Per scegliere il proprio business occorre individuare un settore di cui si nutre una profonda passione.
La scelta del settore è un momento decisivo ed è bene dedicare un pò di tempo allo studio e all’analisi di fattibilità del progetto stesso. Questo tipo di analisi consiste nello studio del mercato, del settore e la sua evoluzione nel tempo con riguardo ai cambiamenti che possono intervenire nel corso del tempo.
Tra le cose da fare: è importantissimo analizzare la concorrenza, sia passata che futura. Capire che sviluppo può avere il business, chi sono i concorrenti, perchè altre aziende del settore sono fallite in precedenza, perchè altre aziende hanno avuto tanto successo, come fare meglio, etc...
Le analisi di mercato consistono nell'osservare in che modo varia il mercato di vendita del settore di proprio interesse, valutare la vita media del prodotto venduto, cosa cercano i clienti, come fidelizzarli. Per determinati settori potrebbe essere utile osservare anche l'andamento delle aziende produttrici del prodotto o servizio da commercializzare analizzando i fatturati ad esempio.
Dopo che abbiamo trovato il settore di riferimento, si passa ad analizzare i costi dell’impresa. I costi di una impresa si possono dividere (semplificando) in due categorie: costi fissi e costi variabili:
- costi fissi: sono le spese fisse che NON variano con il variare della produzione. Esempio: il pagamento dell’affitto dell’immobile, le spese della luce, le spese del gas, le spese per lo smaltimento dei rifiuti, i contributi previdenziali, le assicurazioni INAIL, le spese per il commercialista e le spese burocratiche, etc...;
- costi variabili: sono i costi che variano col variare della produzione o dell'andamento dell'attività. Esempio: costi di impianto e di costituzione, costi per le materie prime o merci impiegate nella produzione, costi di pubblicità, etc....
Dopo l'analisi dei costi è il momento di analizzare i ricavi. I ricavi sono frutto di una serie di fattori: fonte dei ricavi, prezzi praticati delle merci o servizi venduti, ciclo di vita del prodotto, mercati di riferimento, etc...
Bisogna tener conto anche di eventuali riduzioni di ricavi causati da sconti praticati all'inizio dell'attività o eventuali perdite di business dovute ad inesperienze o poca conoscenza di gestione dell'attività.
A questo punto è il momento di creare un business plan. Ma di questo parleremo tra qualche giorno...
Per chi si accinge a iniziare un nuova attività, la scelta del nuovo business deve essere un momento molto importante, solenne. L'idea di iniziare un nuovo business deve essere un percorso che deve portare allo sviluppo di una attività profittevole. Per scegliere il proprio business occorre individuare un settore di cui si nutre una profonda passione.
La scelta del settore è un momento decisivo ed è bene dedicare un pò di tempo allo studio e all’analisi di fattibilità del progetto stesso. Questo tipo di analisi consiste nello studio del mercato, del settore e la sua evoluzione nel tempo con riguardo ai cambiamenti che possono intervenire nel corso del tempo.
Tra le cose da fare: è importantissimo analizzare la concorrenza, sia passata che futura. Capire che sviluppo può avere il business, chi sono i concorrenti, perchè altre aziende del settore sono fallite in precedenza, perchè altre aziende hanno avuto tanto successo, come fare meglio, etc...
Le analisi di mercato consistono nell'osservare in che modo varia il mercato di vendita del settore di proprio interesse, valutare la vita media del prodotto venduto, cosa cercano i clienti, come fidelizzarli. Per determinati settori potrebbe essere utile osservare anche l'andamento delle aziende produttrici del prodotto o servizio da commercializzare analizzando i fatturati ad esempio.
Dopo che abbiamo trovato il settore di riferimento, si passa ad analizzare i costi dell’impresa. I costi di una impresa si possono dividere (semplificando) in due categorie: costi fissi e costi variabili:
- costi fissi: sono le spese fisse che NON variano con il variare della produzione. Esempio: il pagamento dell’affitto dell’immobile, le spese della luce, le spese del gas, le spese per lo smaltimento dei rifiuti, i contributi previdenziali, le assicurazioni INAIL, le spese per il commercialista e le spese burocratiche, etc...;
- costi variabili: sono i costi che variano col variare della produzione o dell'andamento dell'attività. Esempio: costi di impianto e di costituzione, costi per le materie prime o merci impiegate nella produzione, costi di pubblicità, etc....
Dopo l'analisi dei costi è il momento di analizzare i ricavi. I ricavi sono frutto di una serie di fattori: fonte dei ricavi, prezzi praticati delle merci o servizi venduti, ciclo di vita del prodotto, mercati di riferimento, etc...
Bisogna tener conto anche di eventuali riduzioni di ricavi causati da sconti praticati all'inizio dell'attività o eventuali perdite di business dovute ad inesperienze o poca conoscenza di gestione dell'attività.
A questo punto è il momento di creare un business plan. Ma di questo parleremo tra qualche giorno...
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