mercoledì 22 settembre 2010

Come redigere correttamente una fattura

Lo spunto per scrivere questo breve post sulla fatturazione, mi è venuto stamattina osservando una delle tante fatture che mi passano tra le mani ogni giorno. Vuoi sapere il perché? La fattura conteneva diversi errori, imprecisioni e dati mancanti.
Ma partiamo dall’inizio: la fattura, altro non  è che un documento fiscale obbligatorio che viene redatto da un soggetto IVA venditore, ad un altro soggetto compratore per comprovare l’avvenuta cessione di beni o prestazione di servizi ed il conseguente diritto a riscuoterne il prezzo.
Fare una fattura corretta e precisa non è difficile purchè si tengano conto di alcune cose.
Ogni fattura è composta da una parte descrittiva e una parte tabellare.
La parte  descrittiva deve contenere i dati identificativi del venditore (indirizzo, partita IVA, nome, cognome, ditta, ecc.), i dati identificativi del compratore, il numero progressivo, la data di emissione, e le condizioni generali di vendita (consegna, modalità di pagamento, etc...).
La parte tabellare  deve invece contenere i dati identificativi della merce venduta (quantità e descrizione), il prezzo di vendita unitario e complessivo di ciascun bene venduto, eventuali sconti praticati e oneri accessori a carico del compratore, la base imponibile, l’aliquota Iva ed il totale della fattura.
La normativa vigente non prevede uno schema obbligatorio per redigere una fattura: è sufficiente infatti che la stessa contenga gli elementi descrittivi e tabellari accennati prima.
Puoi redigere una fattura realizzandola a "mano" usando carta e penna ed appositi moduli generici già predisposti da acquistare in cartoleria, o meglio ancora scriverla al computer usando un software specifico o un word processor e/o foglio di calcolo a tua scelta che ti aiuteranno ad automatizzare il lavoro e ti semplificheranno la vita.
Al fine di semplificare il lavoro dei nostri amici e dei nostri clienti che ci seguono on line, da sempre abbiamo messo a disposizione per il download gratuito nel nostro sito alcuni modelli e facsimili di fatture che ti potranno tornare utili nella tua attività: puoi scaricare il facsimile di fattura ciccando qui, oppure qui se sei un professionista in regime dei minimi.
Ricordati che la fattura va redatta in duplice copia: l’ "originale" che deve essere consegnata al tuo cliente e la "copia" che devi conservare tu (e che dovrai dare al tuo commercialista che cura gli adempimenti fiscali).

lunedì 20 settembre 2010

Verifiche sui modelli RED

Apriamo la settimana con una notizia che merita una certa attenzione: l'INPS ha comunicato con il messaggio n. 23345/2010, che sta provvedendo alla verifica a campione del 2% delle dichiarazioni Modelli RED trasmesse nel 2009 ma riguardanti i redditi dell'anno 2008.

L'INPS ha anche comunicato le istruzioni operative per le sedi che effettueranno le verifiche: le sedi INPS abilitate a verificare i modelli RED potranno avere accesso a tutte le informazioni contenute nella banca dati dell’Inps riguardanti i soggetti oggetto del controllo e potranno interrogare anche gli archivi del Fisco e dei Comuni ed in caso di discordanza tra i dati prelevati e quanto dichiarato dal contribuente si potranno interrogare anche gli intermediari per le informazioni in loro possesso. In caso di grave discordanza tra dati registrati e dati prelevati dagli archivi si potrà procedere alla ricostituzione d'ufficio dei redditi del contribuente.

mercoledì 15 settembre 2010

Fondo creatività per aziende romane

Entro il 30 settembre 2010 è possibile presentare domanda per ottenere un contributo in conto capitale per le aziende attive nei settori dei Beni culturali, Architettura e Musica, Tecnologie applicate grazie al Fondo per la Creatività stanziato dalla Provincia di Roma con la locale Camera di Commercio.

I soggetti ammessi al bando sono gli aspiranti imprenditori e le imprese già costituite operanti nei suddetti settori ed aventi sede nel territorio della provincia di Roma.

Le spese ammissibili sono quelle di costituzione, promozione aziendale e acquisto di servizi professionali per le certificazioni di qualità e ambientali oltre che quelle relative all'acquisto di macchinari e attrezzature per la realizzazione del progetto e di sistemi di qualità, e le spese per i materiali di prova dei prototipi e per la registrazione di brevetti nazionali ed internazionali.

martedì 14 settembre 2010

Spese per il contenimento dei consumi energetici e detrazione fiscale del 55%

I lavori in casa, specie quelli riguardanti il contenimento dei consumi energetici, come ad esempio le coperture, i pannelli isolanti, gli infissi, etc.... possono beneficiare di alcuni bonus ed incentivi fiscali. Proprio questa mattina, un mio cliente che intende realizzare, in corso di anno, alcune opere di isolamento sull'involucro esterno della propria casa mi chiede se può beneficiare della detrazione fiscale del 55%.
La risposta è affermativa e la detrazione opera direttamente nella dichiarazione dei redditi relativa all'anno 2010 (Unico2011), dato che su questo tipo di spese vige il principio di cassa ed è irrilevante il momento di completamento dei lavori visto che con molta probabilità, mi dice il cliente, i lavori termineranno solo nel mese di gennaio 2011. 
La circolare n. 36/E/2007 dell'Agenzia delle Entrate precisa infatti che il beneficio alla detrazione per le persone fisiche spetta in base al "criterio di cassa", vale a dire relativamente all'ammontare della spesa in questione pagata con bonifico bancario (o postale) entro la fine del periodo di imposta agevolato (31.12.2010).

giovedì 9 settembre 2010

Aiuti per il mezzogiorno

Il Ministero per lo Sviluppo Economico ha emanato tre nuovi decreti che saranno presto pubblicati in Gazzetta Ufficiale che consentiranno alle piccole e medie imprese l'accesso ad agevolazioni utili al supporto di piani di investimento e business nei settori dell'innovazione, della ricerca e delle energie rinnovabili.

Verranno concessi 500 milioni di euro sotto forma di contributi a fondo perduto e di finanziamenti agevolati.

Le aree geografiche interessate sono: la Sicilia, la Campania, la Puglia e la Calabria.

Gli obiettivi: progetti finalizzati all'industrializzazione dei programmi qualificati di ricerca e sviluppo sperimentale, al raggiungimento di specifici obiettivi di innovazione, miglioramento competitivo e tutela ambientale e alla produzione di beni strumentali funzionali allo sviluppo di fonti rinnovabili e al risparmio energetico nell'edilizia.

martedì 7 settembre 2010

Come fare un buon business plan

Il business plan è lo strumento essenziale per presentare e pianificare, in modo organico ed efficace, il progetto di business che si intende realizzare. Viene anche detto “piano strategico d'impresa” o” piano di fattibilità”.

Come detto nel mio precedente post, ogni idea imprenditoriale, prima di diventare un'iniziativa concreta, deve essere valutata nei minimi dettagli e strutturata in tutte le sue implicazioni. Il business plan come è facilmente intuibile, serve anche a questo.

Per fare un buon business plan è necessario che tu tenga conto di diversi aspetti:
- il progetto e l’idea imprenditoriale
- il soggetto
- il prodotto o il servizio che intendi vendere o produrre
- l'inquadramento del settore di attività ed il mercato di riferimento
- definizione delle strategie operative
- definizione delle strategie di marketing
- individuazione degli investimenti necessari
- il piano finanziario
- la struttura delle risorse disponibili
- etc…

Lo scopo del business plan è quello di sintetizzare e approfondire l’idea del business che vuoi intraprendere nonché riepilogare le azioni necessarie per sviluppare l’idea e renderla operativa.

Il business plan può essere anche usato per riassumere, analizzare e valutare non solo nuove iniziative imprenditoriali ma anche attività già esistenti a cui vuoi dare una svolta o riorganizzarle al fine di renderle più efficienti e produttive. Il business plan può infatti risultare determinante per focalizzare il business, individuando una migliore concentrazione delle risorse e delle energie.

E' buona norma, nella redazione del business plan, scrivere in modo sintetico (ma non troppo), utilizzare un linguaggio tecnico (ma non specialistico), fornire utili dettagli (ma non dati superflui o incomprensibili ai non addetti), essere chiari, concisi e determinati.

Un buon business plan aiuta anche il lettore meno attento o esperto (un potenziale partner o finanziatore) ad una prima valutazione dell'idea imprenditoriale e a capire il focus dell'impresa.